L'uomo non si volta neppure.
Continua a fissare il mare.
Silenzio. Di tanto in tanto intinge
il pennello in una tazza di rame
e abbozza sulla tela pochi tratti
leggeri. Le setole del pennello
lasciano dietro di sé l'ombra di
una pallidissima oscurità
che il vento immediatamente
asciuga riportando a galla il bianco
di prima.
Acqua. Nella tazza di rame c'è
solo acqua. E sulla tela, niente.
Niente che si possa vedere.
Soffia come sempre il vento da nord
e la donna si stringe nel suo mantello viola.
«Plasson, sono giorni
e giorni che lavorate quaggiù.
Cosa vi portate in giro a fare tutti
quei colori se non avete il
coraggio di usarli?»
Questo sembra risvegliarlo.
Questo l'ha colpito.
Si gira a osservare il volto della donna.
E quando parla non è per rispondere.
«Vi prego,
non muovetevi» dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna,
esita un attimo, lo appoggia sulle labbra
e lentamente lo fa scorrere da un angolo
all'altro della bocca.
Le setole si tingono di rosso carminio.
Lui le guarda, le immerge appena
nell'acqua e rialza lo sguardo verso il mare.
Sulle labbra della donna rimane l'ombra
di un sapore che la costringe a pensare
"acqua di mare,
quest'uomo dipinge il mare con il mare"
ed è un pensiero che dà i brividi.
Oceano Mare ~ Alessandro Baricco